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ASSEGNO DIVORZILE: COME QUANTIFICARLO?

Uno degli aspetti più comuni nell’ambito del Diritto di Famiglia, è la contrapposizione tra le parti circa la quantificazione dell’assegno divorzile.

Una breve premessa è necessaria: la legge prevede che il Tribunale debba, con la sentenza di divorzio, esaminare la situazione dei coniugi applicando diversi criteri di valutazione, quali la durata del matrimonio, le ragioni della decisione, il contributo dato alla conduzione familiare e il reddito netto di entrambi.

Non solo. La Cassazione, con la recente sentenza n. 15248 del 12 maggio 2022, chiarisce che tra gli elementi di valutazione e determinazione dell’assegno stesso non debbano essere considerati solo i redditi veri e propri, ma rispettive condizioni economiche dei coniugi in conflitto nell’accezione più ampia e completa: quindi ogni ulteriore cespite patrimoniale, compresi gli immobili siano essi
produttivi di reddito che improduttivi. Un immobile di proprietà ritenuto improduttivo, rappresenta comunque un valore patrimoniale importante perché suscettibile di conversione o di diverso futuro e possibile impiego.

L’intera consistenza patrimoniale di ciascuno dei coniugi è quindi elemento cardine in caso di divorzio: occorre ricomprendere qualsiasi utilità suscettibile di valutazione economica.

PROPRIETA’ & DIRITTI REALI

In tema di luci e vedute, affinché sussista una veduta è necessario che, oltre al requisito della inspectio, sussista anche quello della prospectio sul fondo del vicino, per cui l’apertura deve consentire non solo di vedere e guardare frontalmente ma anche di affacciarsi, vale a dire di guardare anche obliquamente e lateralmente cosicché il fondo del vicino sia oggetto di una visione mobile e globale senza dover far ricorso a mezzi artificiali.

 Cass. civ., 29 ottobre 2020 n. 23952