CONVEGNO GIOVANI E LEGALITA’


il ruolo della scuola e delle istituzioni per produrre sicurezza

 

 

il mio intervento:

 

Sono felice, onorata ed anche emozionata per essere stata chiamata a testimoniare il senso della legalità in questo consesso.

Permettetemi, per questo, di ringraziare la nostra dirigente scolastica Leonilde Maloni, il Generale dei Carabinieri, Salvatore Minniti.

Non solo, ringrazio con un caloroso abbraccio tutti voi, cari ragazzi, per essere qui presenti, attenti e coinvolti sul tema della legalità: tema importantissimo nella forma mentis dell’Uomo, argomento che non può essere mai disconosciuto nella formazione di ogni consesso sociale. Vi ringrazio, altresì, perché con la vostra presenza dimostrate di voler partecipare alla costruzione di un mondo migliore.

So bene, sappiamo benissimo tutti noi adulti, di non essere sempre esempio di legalità: spesso siamo noi i primi ad essere distratti sul clima in cui vi stiamo facendo crescere, spesso siamo noi i primi ad essere deficitari nell’esempio e nell’ascolto e ancor più spesso siamo noi i primi a non comprendere quali esempi sbagliati vi stiano seducendo.

Non siete voi i colpevoli.

Siamo qui, oggi, anche per dare il nostro contributo fattivo affinché la scuola riesca a proporsi socialmente come interlocutore credibile.

Nel ripercorrere i miei studi, tornano alla mente le parole di Antonino Caponnetto (Magistrato, noto soprattutto per aver guidato il Pool Antimafia, ideato da Rocco Chinnici nel 1980. Dopo l’assassinio di Chinnici ne prese il posto. Accanto a sé chiamò Giovanni Falcone e Paolo Borsellino Gioacchino Natoli, Giuseppe di Lello e Leonardo Guarnotta.   La loro attività portò all’arresto di più di 400 criminali legati a Cosa Nostra, culminando nel maxiprocesso di Palermo. È considerato uno degli eroi simbolo della lotta al crimine organizzato italiano), sul ruolo della scuola:

“la mafia teme la scuola più della giustizia, la mafia prospera sull’ignoranza della gente sulla quale può svolgere opera di intimidazione e di soggezione psicologica: solo cosi mafia e illegalità possono prosperare”.

Ma ancor di più tuonano le parole di un Grande Uomo dello Stato che ha dato la vita per la legalità, il Giudice Paolo Borsellino: “purtroppo i giudici possono agire solo in parte nella lotta alla mafia. Se la mafia è un’istituzione antistato che attira consensi perché ritenuta più efficiente dello Stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando i giovani alla cultura dello Stato e delle Istituzioni.”

Noi siamo quindi al centro assoluto della lotta per la legalità.

Alla scuola è affidato questo edificante compito e ognuno di noi, nessuno escluso, deve lavorare con responsabilità e onestà intellettuale per negare il consenso all’illegalità.

Non abbiamo bisogno di eroi ma, semplicemente, di persone oneste, educate al rispetto delle regole e delle leggi.

Come ho enunciato poco fa, l’accostamento mafia/legalità è quello più sentito e più rappresentato da sempre. Sono convinta, tuttavia, che il concetto di legalità sia molto più ampio, molto più semplice, tangibile nel quotidiano.

La legalità è anche e, soprattutto, quotidianità.

  • Pensiamo al lavoro ed alle assunzioni operate attraverso raccomandazioni di persone al potere o politici di turno. Così facendo abbiamo messo da parte la meritocrazia per consegnare diritti, con ben pochi doveri, a persone che non sono capaci di svolgere il proprio lavoro.
  • Pensiamo all’amato e seguito sport. Partite truccate, atleti corrotti, doping falsante per ogni confronto sportivo: tutto nel nome del vilipendio al senso dello sport.
  • Pensiamo alla corruzione, che divora da decenni il nostro Paese. Una cultura negativa così permeata socialmente, da far sembrare furbo colui che ruba od approfitta. E spesso, purtroppo, le nuove generazioni si tuffano nell’imitazione del corruttore, abbandonando il consenso alla legalità, quasi fosse l’ultima spiaggia per operare socialmente.

Ragazzi non dimenticate che chi ha ricostruito la nostra Patria nel dopoguerra, ha dato l’esempio più alto di dedizione al bene comune: la Costituzione Repubblicana.

  • Pensiamo all’evasione fiscale. Se tutti pagassero le tasse, potremmo uscire agevolmente dalla grave crisi economica che stiamo vivendo. Anche in questo caso gli esempi e le parole di scaltri politici hanno inviato messaggi fuorvianti o in netta contrapposizione.
  • Pensiamo alla scuola, cari ragazzi. Magari tante belle parole in classe con il docente, salvo poi dimenticare tutto in corridoio: il bullismo e il cyberbullismo non è cosa banale, da giustificare e minimizzare come fanno in tanti. E’ cosa nettamente contraria al divertimento, all’ironia e allo scherzo: è solo ferire, soprattutto nell’anima, un ragazzo come voi. E ancora, a proposito di scuola, nessuno può pensare di pretendere la promozione d’ufficio. Sembrerà banale sottolinearlo ma se vogliamo essere promossi dobbiamo studiare e meritarlo, pur nelle difficoltà oggettive di ciascuno di noi.

 

Ecco perché ragazzi dedichiamo dei momenti di approfondimento della Carta Costituzionale dello Stato: in essa vi guidiamo a riconoscere il valore fondamentale dello Stato a cui appartenete, come costitutivo della vostra identità; i principi che la caratterizzano (democratico, personalista, pluralista, lavorista, solidarista, di eguaglianza, dell’unità e indivisibilità e autonomista).

Con ciò si consolidano a livello interiore i “reagenti” a tutto ciò che può essere disvalore all’etica e alla giustizia.

Strumentale a questo scopo diventava quindi rendervi consapevoli:

  1. dell’intensità della criminalità contemporanea;
  2. dei meccanismi psicologici che inducono alla criminalità;
  3. dei fattori criminogeni: fisici, psichici e sociali;
  4. degli strumenti normativi posti a presidio dei beni giuridici fondamentali.

La legalità è, quindi, una questione di scelta: siamo noi a decidere cosa saremo da grandi, siamo noi a scegliere se rispettare le regole o meno.

Questo nostro incontro odierno deve servire a tutti come stimolo alla riflessione e al confronto: a chi ci vuole prevaricare, rispondiamo con il nostro diritto di essere liberi, a chi vuol vilipendiare la legalità, rispondiamo che il rispetto delle regole attua la giustizia sociale. 

Questa giornata è, quindi, dedicata a tutti voi ragazzi e ragazze con la speranza di aver respirato oggi un’aria diversa; agli amministratori onesti e a tutti coloro che sono esempio quotidiano per affermare diritti, solidarietà, libertà, legalità contro gli interessi, la prepotenza e la violenza, come il Generale Minniti; a noi docenti, alla scuola come centro di ogni progetto futuro nello sforzo di costruire una società per l’Uomo.

Soprattutto, mi sia permesso, questa giornata è dedicata a tutti coloro che hanno rischiato e  rischiano la vita tutti i giorni per portare legalità in ogni luogo.

Cito le parole, scolpite nel marmo del tempo, di Giovanni Falcone, esempio per tutti:

“Gli uomini passano ma gli ideali restano e continueranno a camminare sulle gambe degli altri”.

Noi vogliamo e dobbiamo essere quegli uomini e quelle donne.

 

 

Dalla Rassegna Web:

http://www.logosnotizie.it/articoli/2018/12/06/43880/giovani-e-legalita-il-contributo-della-scuola-e-delle-istituzioni

http://www.valvibratalife.com/il-generale-dellarma-dei-carabinieri-salvatore-minniti-ha-incontrato-gli-studenti-del-liceo-dannunzio/

https://www.ekuonews.it/2018/12/07/giovani-e-legalita-il-contributo-della-scuola-e-delle-istituzioni-se-ne-parlato-con-minniti-al-liceo-dannunzio-di-corropoli/